Gabriele d'Annunzio e Villino Ermione

Villino Ermione: pennellata rossa ingentilita di bianco. Squilla nel cuore quieto di Marina di Pisa. Di fianco l’erigendo porto turistico sulla foce dell’Arno, di fronte, a due passi, il mare orlato di spiagge. Azzurro d’acque e di cielo, verde di pinete e di colline ne incastonano lo slancio di papavero solitario.

Nato al debutto del ‘900 come residenza privata, rifiorisce ora smagliante nel restauro d’ accuratezza filologica. Mix di fascino rétro e funzionalità contemporanea, mélange di signorilità del calore domestico e comfort ricettivo. Ogni camera è dotata di servizi privati con doccia e aria condizionata. All’esterno uno spazio verde con poltrone, tavoli e ombrelloni protegge pause di relax e intrattenimento. Possibilità di parcheggio all’ interno. Intorno, una corona di negozi, bar, ristoranti… A un soffio, le mète di un turismo colto: la basilica romanica di S. Piero a Grado, il Parco regionale di S Rossore, Torre del Lago con il festival pucciniano, Pisa (fermata del bus a m. 100) scrigno d’arte ben collegato a Lucca e Firenze, poco più oltre la Versilia, le Apuane e le cave di marmo di Michelangelo… e poi Volterra, S. Gimignano, Siena… Escursioni turistiche o giornate in spiaggia rallegrano il soggiorno. Nelle camere, soffitti alti, ariosi, a riempirsi di sole, ma anche di ombre discrete propiziate dai serramenti d’epoca in legno. Volte e pareti definiscono fasce e bordure traboccanti di fiori pennellati da una mano sensibile, diversi in ogni vano per tipologia e cromatismo. I pavimenti, frutto di appassionato restauro, disegnano partiture geometriche o stilizzazioni floreali.

Ma, a qualificare la struttura è soprattutto la valenza culturale. I proprietari hanno inteso rinverdire e rimarcare la fisionomia dannunziana di questo scorcio della cittadina. Gabriele d’Annunzio ne fu, infatti, il villeggiante più illustre per rinomanza internazionale, l’innamorato più geniale incantato dalla sua natura. Fu questo scenario a dettargli versi di una bellezza che non muore. Per questo il B&B prende il nome da Ermione, l’evanescente protagonista de La pioggia nel pineto. Per questo ogni stanza è contrassegnata per suggestioni analogiche dal nomignolo che il Poeta tributò ad alcune delle sue amanti (Amaranta, Ghisolabella, Rosafosca…), o dal titolo di opere concepite a Marina (come il romanzo Forse che sì, forse che no). Per questo alle pareti figurano immagini di d’Annunzio, e la Direzione offre agli ospiti una silloge di sue liriche ispirate a Boccadarno, trasognato arco di sabbia e acque che gli incise la carne e l’anima.

Dunque, chi soggiorna al Villino Ermione non gode solo ottima ricettività, ma può sfogliare una pagina di storia della letteratura italiana. Percorre un itinerario culturale. Alza il sipario sulla favola bella della mente e del cuore.

Il Vate è qui? Se il bisbiglio di un angolo o i respiri del mare e del vento ci sorprenderanno con voci d’amore, fermiamoci ad ascoltare. Forse, non sarà stata un’illusione.

Paola Pisani Paganelli



Testi a cura di Paola Pisani Paganelli
Documentazione fotografica di Andrea Balestri